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null Ambiente, sport e scienza lungo il Tevere a Roma

Nell’ambito delle attività previste dal “Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce”, a cui l’ARPA Lazio ha aderito firmando l’Atto di Impegno formale a febbraio 2022, l’Agenzia ha partecipato assieme alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e nuoto pinnato) all’evento “Sport lungo il Tevere” che si è tenuto il 17 e 18 ottobre a Roma, lungo la banchina del fiume all’altezza di Trastevere.

Nei due giorni dell’evento, organizzato dal CONI, gli esperti ittiologi dell’ARPA Lazio sono stati presenti sul posto dalle 10 alle 17 e hanno aiutato adulti e ragazzi a scoprire da vicino il patrimonio ittico del fiume: dall'analisi fenotipica al riconoscimento delle specie attraverso conte meristiche (conteggi di elementi quali numero di scaglie della linea laterale, raggi divisi delle pinne dorsali e ventrali, etc), fino al corretto approccio per la gestione e il successivo rilascio in acqua dei pesci in sicurezza.  

L’azione congiunta di FIPSAS e ARPA prevista dal contratto di Tevere prevede infatti l'organizzazione di laboratori di ittiologia all'aperto articolati su tre obiettivi fondamentali: la realizzazione di eventi divulgativi rivolti alla cittadinanza, l'analisi e la descrizione fenotipica delle specie ittiche presenti nel fiume e il costante monitoraggio per la segnalazione di specie ittiche aliene, invasive o di nuova introduzione.

L’evento del CONI si è dimostrato essere un’importante occasione di sensibilizzazione della cittadinanza verso la tutela della biodiversità e dell’ecosistema fluviale: lo spazio curato dall’ARPA Lazio ha visto un’affluenza di circa 150 persone interessate nei due giorni della manifestazione che, grazie all’aiuto degli istruttori federali della FIPSAS, hanno prelevato dai 30 ai 40 pesci al giorno, con un numero di alieni pari al 60% del pescato; le specie aliene trovate sono state Barbus barbus (Barbo europeo), Abramis brama (Breme), Squalius cephalus (Cavedano europeo), mentre l’unica specie autoctona pescata è stato Squalius squalus (Cavedano italico) di cui sono stati catturati diversi esemplari, soprattutto allo stadio giovanile.