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Pubblicato il report "La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale"

È stato pubblicato il report intitolato "La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale" che descrive sinteticamente, in termini qualitativi e quantitativi, lo stato ambientale dell'area denominata “Valle del Sacco”, aggiornato all'anno 2024 e relativamente alle matrici aria, acqua e suolo. Il quadro che emerge dallo studio presenta non poche criticità relativamente a tutte e tre le matrici, come riportato nelle stesse conclusioni del report (che può essere consultato o scaricato cliccando qui).

L'analisi biologica e chimica sugli ecosistemi acquatici continua a evidenziare una scarsa qualità ecologica dei corpi idrici, correlata con fattori di pressione puntuali e diffusi, rappresentati principalmente dagli scarichi urbani e dal dilavamento delle aree agricole. Risulta particolarmente critico il tratto del fiume Sacco che attraversa la provincia di Frosinone, nel quale i dati mostrano fenomeni di contaminazione cronica da sostanze persistenti quali l'esaclorocicloesano, ma in cui lo stato chimico risulta altresì inficiato dalla presenza di altre sostanze, fra cui i pesticidi e i composti perfluoroalchilici. Il recupero della qualità delle acque territoriali richiede interventi trasversali che riguardano la gestione delle reti di collettamento, la promozione di politiche agricole sostenibili, soprattutto in riferimento alle Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) e piani di monitoraggio e risanamento finalizzati, ove possibile ed economicamente sostenibile, alla rimozione di elementi di inquinamento cronico, al fine di garantire la tutela della salute umana e degli ecosistemi acquatici.

La qualità dell'aria nella Valle del Sacco è una delle più critiche nel territorio della regione Lazio. Nonostante il trend sia in netto miglioramento, permangono livelli elevati di inquinanti come PM10, PM2,5e NO2, con superamenti frequenti dei limiti normativi soprattutto per il PM10. Le centraline di monitoraggio nella valle registrano sistematicamente valori prossimi o superiori ai limiti, con alcune stazioni che superano il limite giornaliero di 50 μg/m3 più di 35 volte l'anno, indicando una situazione di inquinamento persistente e significativa. In previsione dei nuovi limiti introdotti dalla direttiva europea sulla qualità dell'aria (direttiva UE 2024/2881 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024 relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa), le tendenze osservate nel 2024 non risultano in grado di assicurare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le attività di indagine condotte dall'ARPA Lazio nell'ambito dei siti oggetto di procedimento di bonifica all'interno del SIN Bacino del Fiume Sacco hanno permesso di monitorare lo stato di qualità dei suoli e delle acque sotterranee, mostrando frequenti superamenti rispetto ai limiti di legge di elementi chimici appartenenti alla famiglia dei composti inorganici (metalli e metalloidi), la cui presenza, nella maggior parte dei casi, sembrerebbe derivare dalle caratteristiche geologiche e idrogeologiche dei terreni e delle acque sotterranee e in misura meno frequente, ma comunque da non sottovalutare, anche di elementi chimici appartenenti alla famiglia dei solventi clorurati nelle acque sotterranee, per i quali sono necessari interventi di bonifica appropriati, come il biorisanamento mediante batteri dealogenanti.

Incendio Laurentina Vallerano, ARPA Lazio partecipa al sopralluogo della Commissione d'inchiesta

Nella mattina di giovedì 6 Agosto 2026, personale tecnico dell'ARPA Lazio, assieme al Direttore generale dell'Agenzia Tommaso Aureli, ha accompagnato una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti presso l’area interessata dal vasto incendio che si è verificato il 26 luglio nel IX Municipio di Roma, in via Laurentina (zona Vallerano).

Il Presidente della Commissione, On. Jacopo Morrone, e i rappresentanti dei gruppi parlamentari della stessa hanno ispezionato l’area interessata dall’incendio, caratterizzata dalla presenza di una notevole quantità di rifiuti anche interrati, acquisendo elementi sullo stato attuale delle attività di spegnimento e sulle criticità esistenti. Nel corso del sopralluogo, al Presidente Morrone e agli altri rappresentanti sono state anche illustrate le attività svolte dall'ARPA Lazio sin dalle prime ore dall’incendio e i risultati dei monitoraggi della qualità dell’aria (risultati disponibili qui).

Al sopralluogo erano presenti rappresentanti del corpo dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale di Roma Capitale, della Protezione Civile di Roma Capitale e del gruppo Carabinieri Forestale di Roma.

 

Schiume da fioriture algali su tutto il litorale del Lazio

A partire dalla fine di luglio, l’intero litorale del Lazio (con situazioni particolarmente intense nelle zone di Scauri, Latina, Torvaianica e Montalto di Castro) è stato interessato dalla presenza di schiume e di colorazioni anomale delle acque di mare, dovute principalmente a un fenomeno diffuso di elevate concentrazioni di microalghe appartenenti a diverse specie, con episodi di fioriture che sono tipiche delle condizioni meteomarine di questo periodo.

L’ARPA Lazio si è attivata sin dalle prime segnalazioni per valutare la situazione con analisi e campionamenti: i risultati delle analisi microbiologiche per tutti i campioni analizzati hanno rilevato valori dei parametri Escherichia coli ed Enterococchi conformi ai limiti previsti dalle norme, escludendo quindi contaminazioni batteriche; sono in corso le analisi microscopiche per l’identificazione delle tipologie di alghe. Nel caso di Latina l’analisi è stata completata ed è stata appurata la fioritura di microalghe appartenenti al gruppo delle Raphidophyceae, che tipicamente colorano le acque di verde, marrone o giallo.

Il fenomeno, sebbene si stia presentando con particolare intensità, non è né nuovo, né sorprendente: l’aumento della temperatura registrato negli ultimi giorni favorisce infatti lo sviluppo della componente fitoplanctonica (le microalghe), i cui processi di produzione primaria generano il rilascio di tensioattivi naturali che possono formare schiume superficiali o micro aggregati gelatinosi che dalla colonna d’acqua tendono a risalire in superficie. Un discreto moto ondoso, l'azione del vento o anche l’agitazione delle acque determinata dalle eliche o idrogetti di grosse imbarcazioni innescano facilmente questo meccanismo e le schiume per loro natura tendono ad accumularsi maggiormente in determinate aree a seconda delle correnti creando, inoltre, dei “nuclei di aggregazione” anche per altri materiali presenti in mare, che siano di natura organico-biologica (frammenti di materiale vegetale, organismi intrappolati, batteri, ecc.) o inorganica/antropica (sabbia, plastiche, ecc.).

Le formazioni schiumose di origine naturale generalmente non rappresentano di per sé un pericolo per la salute umana, ma possono portare con sé microorganismi o altre sostanze indesiderate potenzialmente irritanti o dannose ed è quindi buona norma evitare il contatto diretto con tali formazioni.

L’ARPA Lazio al simposio internazionale IEEE MNC 2026

Dal 13 al 16 luglio 2026, si è svolto a Napoli il simposio internazionale MNC 2026 (Measurement in Networking and Communications) organizzato dall’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers); tra le attività dei quattro giorni di lavori, è stata prevista una sessione speciale sul tema “Human Exposure to Electromagnetic Fields in Modern Communication Networks” a cui hanno partecipato alcune Agenzie ambientali italiane per presentare contributi legati alle proprie esperienze in materia di misurazioni dei segnali di nuova generazione.

L’ARPA Lazio ha collaborato con l’ISPRA alla realizzazione di un intervento intitolato “5G-PassiveMPE: a Cost-Effective Extrapolation Procedure for 5G Signals Using Zero-Span Measurements” che riguardava gli studi e le attività svolte dai tecnici dei due enti per valutare correttamente la massima esposizione dovuta alla tecnologia 5G.

Il lavoro ARPA Lazio / ISPRA presenta una metodologia sperimentale innovativa che consente di stimare la massima potenza irradiata dal segnale 5G attraverso misure passive in modalità “Zero-Span”, senza ricorrere a procedure di forzatura del traffico dati o ad informazioni tecniche dettagliate sugli impianti, che spesso non sono disponibili durante le attività di controllo. L’approccio sfrutta direttamente il traffico generato dagli utenti presenti sulla rete e la naturale variabilità dei fasci trasmissivi per individuare, nel tempo, le condizioni più gravose di esposizione.
La metodologia proposta rappresenta un’evoluzione delle tecniche oggi utilizzate per le verifiche ambientali sui campi elettromagnetici generati dalle reti mobili di nuova generazione, poiché consente di effettuare valutazioni affidabili mediante strumentazione già ampiamente diffusa presso le Agenzie, semplificando le attività di misura sul campo e riducendo la necessità di apparati dedicati.

Gli eventi IEEE come quello di Napoli rappresentano ottime occasioni di confronto tra tecnici ed esperti che operano nei gruppi di lavoro - non solo a livello nazionale - e consentono di far arrivare l’esperienza dell’SNPA sui tavoli tecnici internazionali, offrendo un contributo significativo per la futura implementazione di norme tecniche e protocolli di misura aggiornati.

ARPA Lazio alla Fiera del peperoncino 2026

Si è tenuta venerdì 31 luglio la conferenza stampa di presentazione della 15ª edizione della Fiera Mondiale del Peperoncino, a cui l'ARPA Lazio parteciperà per il terzo anno consecutivo.

Nel corso di questa edizione, l'Agenzia proporrà al pubblico un programma ricco di eventi, come mai prima d’ora: verranno illustrate le attività più innovative incentrate sull’uso dei satelliti per l’osservazione della terra, e si parlerà di qualità dell’aria, di tutela delle risorse idriche e dello stato di qualità dei laghi e fiumi del territorio reatino e regionale. In più, tanti giochi e sorprese per i più piccoli raccontando in maniera semplice il valore della tutela dell’ambiente.

L'appuntamento con la prossima edizione della Fiera Mondiale del Peperoncino (e con lo stand dell'ARPA Lazio) è a Rieti dal 28 agosto al 6 settembre 2026.