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I suoli nel SIN Bacino del Sacco: presentazione pubblica del report ARPA Lazio

L’ARPA Lazio ha recentemente pubblicato il report “Studio sulla presenza di metalli e metalloidi nei suoli di aree esterne e interne al SIN Bacino del Fiume Sacco” nell’ambito delle attività previste dall'Accordo di programma di messa in sicurezza e bonifica del Sito di Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco stipulato il 12 marzo 2019 tra la Regione Lazio ed il Ministero della transizione ecologica - ora Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (se ne è parlato qui).

Il report è stato oggetto di presentazione pubblica sul territorio in occasione del convegno “SIN Valle Sacco: ultimo miglio – Dalla crisi ambientale alla rigenerazione del territorio” che si è tenuto mercoledì 24 giugno presso la sala convegni della Regione Lazio a Frosinone.

Al convegno, oltre al personale tecnico dell’ARPA Lazio, hanno partecipato l’assessore regionali alla Tutela del territorio e ciclo dei rifiuti Fabrizio Ghera, la direttrice della direzione regionale ambiente Wanda D’Ercole e rappresentanti di ISPRA, Istituto superiore di Sanità, Istituto di ricerca sulle acque del CNR e Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana. L’evento è stato moderato dall’Onorevole Aldo Mattia, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

Monitoraggio degli ecosistemi marini: l’ARPA Lazio al Congresso SIBM e al Simposio internazionale di Livorno

L’ARPA Lazio ha recentemente partecipato a due importanti appuntamenti scientifici dedicati allo studio e al monitoraggio degli ecosistemi marini, costieri e di transizione: il 55° Congresso della Società italiana di biologia marina (SIBM), tenutosi a Roma l’11 e 12 giugno, e l’undicesima edizione del Simposio Internazionale “Il Monitoraggio Costiero Mediterraneo: problematiche e tecniche di misura”, organizzato dall’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IBE) in collaborazione con la Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale (Sisef) e tenutosi a Livorno dal 16 al 18 giugno.

Al Congresso SIBM, i tecnici dell’Agenzia hanno presentato tre lavori scientifici, sotto forma di poster, riguardanti le attività di monitoraggio degli ecosistemi marini e di transizione: due contributi si focalizzano sullo studio pluriennale delle macrofite e del macrozoobenthos negli ambienti di transizione – con uno sguardo anche alla presenza di specie alloctone – e il terzo si concentra sullo stato ecologico delle praterie di Posidonia oceanica. Al Simposio di Livorno, invece, è stato presentato un poster dedicato al monitoraggio delle macroalghe mediante l’applicazione della metodologia CARLIT lungo le coste della provincia di Latina.

La partecipazione a questi eventi rappresenta sempre un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica nazionale e internazionale e i lavori presentati dall’ARPA Lazio hanno suscitato un forte interesse, confermando ancora una volta il valore scientifico e operativo delle attività di monitoraggio ambientale svolte dall’Agenzia a tutela degli ecosistemi del Lazio.

In allegato, i quattro poster in formato PDF.

Le attività dell'ARPA Lazio in relazione all'incendio in zona Serpentara-Fidene

In relazione all'incendio che si è verificato martedì 30 giugno nel quartiere Fidene, nel Comune di Roma, i tecnici dell'ARPA Lazio sono intervenuti e hanno installato un campionatore per il monitoraggio della qualità dell'aria a breve distanza dal luogo dell'incendio. 

Le procedure standard in occasione di incendi prevedono la ricerca di diossine, IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e PCB (policlorobifenili), in quanto si tratta delle sostanze che generalmente possono formarsi a seguito di eventi di questa natura.

Gli esiti delle analisi vengono tempestivamente condivisi con l’autorità sanitaria e successivamente pubblicati e diffusi attraverso i canali dell’ARPA Lazio nell'ottica di garantire trasparenza e il più ampio accesso alle informazioni ambientali.

Per indicazioni su questioni di natura sanitaria e su comportamenti da seguire in conseguenza dell'incendio è necessario fare riferimento alle comunicazioni ufficiali del Comune di Roma Capitale, QUI.

L'attività di monitoraggio è in corso. Gli esiti verranno pubblicati appena disponibili. 

 

L'evoluzione UAS dell’ARPA Lazio: una flotta di droni al servizio del controllo ambientale avanzato

Presso l’ARPA Lazio è stato recentemente avviato un ecosistema operativo avanzato per il supporto tecnico alle attività di controllo delle pressioni ambientali mediante l’impiego di droni (UAS - Unmanned Aircraft System). Il lavoro svolto internamente ha portato alla configurazione di una flotta UAS professionale dotata di sensori ottici, termici, multispettrali, LiDAR ("Light Detection and Ranging": una tecnologia di telerilevamento che utilizza impulsi laser) e sistemi per la rilevazione di gas climalteranti, integrati in una soluzione che garantisce pianificazione, tracciabilità e analisi dei dati con elevati standard di qualità e sicurezza.

Oltre che nelle tecnologie, l’ARPA ha investito nella formazione e nell’addestramento dei piloti UAS, anche grazie alla collaborazione con soggetti quali l'ENAV (Ente nazionale per l'assistenza al volo) e la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, che hanno messo a disposizione competenze e supporto operativo. Le attività di addestramento del personale si svolgono attualmente presso le strutture di riferimento della Sezione provinciale di Roma dell'Agenzia, che ospita anche il nucleo principale delle operazioni, garantendo comunque una capacità operativa distribuita e omogenea sul territorio.

L’impiego in campo ha già mostrato come l’integrazione tra UAS, sensori avanzati, dati satellitari e misure a terra stia ridefinendo il modo di osservare e interpretare il territorio, ampliando la capacità dell’ARPA Lazio di individuare criticità, documentare evidenze e supportare le decisioni con dati oggettivi e georeferenziati. Le attività operative supportate includono verifica del layout autorizzato degli impianti, stima dei volumi di rifiuti, controllo degli scarichi verso corpi idrici, analisi di indicatori spettrali ad alta risoluzione, rilievi LiDAR, aggiornamento dello strato informativo sugli abbandoni di rifiuti e controllo delle emissioni fuggitive di biogas, anche in continuità con le attività progettuali e sperimentali già avviate.

La messa a punto di queste capacità rappresenta un salto di qualità verso un modello di controllo ambientale più moderno, sicuro e basato su evidenze tecniche solide, rafforzando la capacità dell’ARPA Lazio di operare con efficacia su un territorio complesso e in continua evoluzione anche a supporto delle amministrazioni regionali e locali.

INFEAS Lazio, un anno di lavoro: risultati e prospettive

Tra gennaio e marzo 2026, l'ARPA Lazio ha organizzato cinque seminari formativi sul tema “Dalle criticità ambientali ai percorsi educativi: dati, conoscenze e confronto per il territorio” incastonati nell'ambito del progetto “CREA IN.F.E.AS” per il rafforzamento della Rete INFEAS Lazio come rete regionale di educatori ambientali sempre più competente, consapevole e radicata all'interno delle comunità di riferimento (vedi qui per maggiori informazioni). Nel corso degli stessi incontri, è - infatti - emerso con chiarezza che la costruzione di una rete regionale per l'educazione ambientale risponde a un'esigenza reale, avvertita dagli operatori che ogni giorno sono presenti sul territorio.

I risultati di questo percorso sono stati presentati il 28 maggio scorso, durante la XX edizione del Forum Compraverde Buygreen, dove il convegno dedicato alla Rete INFEAS Lazio è stata un’occasione di confronto sul lavoro svolto e su quello futuro: un percorso nel quale l’ARPA Lazio ha messo a disposizione il proprio patrimonio di competenze tecniche e scientifiche, dati, analisi e approfondimenti. Il lavoro giornaliero dell’agenzia, composto da misurazioni, campionamenti e controlli, è stato, infatti, il fondamento degli incontri con gli educatori, ha spiegato Riccardo Casilli dell’ARPA Lazio.

 

L’intervento di Alessandra Somaschini della Regione Lazio si è focalizzato sulla necessità di un cambio di paradigma radicale: il passaggio da una didattica naturalistica tradizionale a una cultura della sostenibilità integrata, in grado di mettere in relazione aspetti ambientali, sociali, economici e culturali. L'educatore ambientale deve evolvere da semplice erogatore di servizi tecnici a mediatore culturale e soggetto capace di facilitare una transizione ecologica che sia, innanzitutto, culturale e di senso.

Carola De Angelis di Lazio Innova ha spiegato come in questo momento la Regione sia impegnata nella redazione della Voluntary Local Review 2026, che consente di valutare e rendicontare i progressi compiuti rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile, mentre Mara Cossu (Ministero dell’Ambiente e della sostenibilità energetica), ha parlato dello Youth Voluntary Review (YVR), il documento partecipativo che durante l’anno ha raccolto le proposte delle nuove generazioni sui temi dell'Agenda 2030 e che contribuiranno alla definizione delle politiche pubbliche future.

Durante la giornata è stato affrontato anche il tema della Proposta di Legge regionale n. 240, “Disposizioni per la promozione dell'educazione ambientale e alla sostenibilità” – che intende istituire formalmente e stabilmente il Sistema regionale INFEAS tramite l’accreditamento dei Centri di Educazione alla Sostenibilità (CEAS) e l’istituzione di un centro di coordinamento regionale (CREAS) – e sono stati raccolti gli interventi di Wanda D’Ercole, Direttrice Direzione Ambiente della Regione Lazio, Serena Haass Spithover, in rappresentanza dell’AICS e la grafica Alessandra Bolli, che ha presentato il nuovo logo, simbolo dell’identità e dei valori di INFEAS Lazio.